giovedì, 21 luglio 2005

NOI ASPETTIAMO FUORI

Rubrica di interviste politicamente scorrette

(un’iniziativa NoBrain Productions)

 

 

 

 

Buongiorno.

Buongiorno.

Lei si chiama?

Mario.

E cosa fa nella vita, signor Mario?

Niente. Sono disoccupato.

Cioè, lei non ha un lavoro?

Esatto.

O non è occupato?

Mario?

Sì?...

Le ho chiesto se “disoccupato” per lei significa non avere un impiego lavorativo fisso o, più semplicemente, essere disimpegnato al momento.

Mi segua: “disoccupato” significa?...

Che non ho un soldo per mangiare.

Quello è essere povero, allora. Lei, sig. Mario, è una persona povera?

Povero, sì.

Lei non possiede un quattrino in tasca?

No.

Un conto corrente bancario?

No.

Un sussidio qualsiasi?

No.

Quindi è un povero.

Esatto.

E secondo lei essere poveri è una condizione umana di profondo disagio.

Certo che lo è.

Perché non può comprarsi nulla?

Niente.

Non può pagare le bollette e l’affitto di casa?

No, non posso.

Dunque, un povero non può vivere.

No, non può vivere.

E come mai risponde alle mie domande? A quanto pare, è vivo.

Mario?

Sì?...

Vediamo di capirci. Lei è povero, dico bene?

Sì.

È disoccupato, ho ragione?

Sì.

Quand’era occupato… o meglio: quando aveva un lavoro, poteva pagare le bollette, l’affitto o il mutuo di casa, nonché eventuali vizi, è così?

Certo. Avevo uno stipendio.

Infatti, eccoci al punto: lo stipendio, faceva di lei una persona ricca?

No.

Quindi, nonostante percepisse un salario relativo alle sue competenze, lei mi sta dicendo che era comunque povero. Ho capito bene?

Sì.

Lei è sempre stato povero, signor Mario.

Sì.

E un povero non può vivere, siamo d’accordo su questo?

Sì.

Allora lei si sente un morto.

Praticamente.

Perché non ha uno stipendio.

Esatto.

Il fatto di non avere uno stipendio la induce a credersi morto.

Sì.

Essere un disoccupato ed essere morto, per lei, signor Mario, sono la stessa cosa?

Credo di sì.

I morti sono tutti disoccupati, allora?

Per forza, non hanno niente da fare, loro.

Come lei.

Come me.

E fare qualcosa la farebbe sentire ancora vivo, signor Mario?

Beh, se posso avere qualche soldo in mano, io…

Non intendevo questo, signor Mario. “Fare qualcosa”… al di là della retribuzione, la aiuterebbe a sentirsi ancora una persona viva?

Signor Mario?

Sì?

Grazie mille.

Grazie a lei.

Buongiorno.

Buongiorno.

postato da: Mercadante alle ore 07:49 | link | commenti (3)
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