mercoledì, 16 novembre 2005

Un microfono, una voce espressiva e profonda, brani sparsi, qualche domanda di approfondimento in un ambiente intimo e tranquillo come la libreria Pendragon di Bologna. Il Somari Tour ha fatto tappa anche lì. E' stata bella, la serata di ieri sera. Finalmente ho conosciuto Gianluca Mercadante, dopo averlo sentito sempre e solo via email. Questa rete che connette anime e le avvicina tenendole lontane a volte è una vera trappola, ma poi c'è la fortuna di incontrarsi di persona e dimenticare in un attimo le barriere del virtuale. Bastano una stretta di mano e un bacio. Bastano una dedica e una firma in inchiostro nero su una pagina bianca. I complimenti glieli faccio qui, perché è stato davvero un piacere ascoltarlo parlare, leggere, dire la sua. Attorniato dal mitico Gianluca Morozzi, che ha scritto la prefazione de Il banco dei somari, da Marco Nardini, sempre pronto a fare domande, e da GianMichele Lisai Senes che ha pensato di regalare con la sua chitarra un sottofondo alle letture tratte dal libro. Mi è piaciuto in particolare un passo, che mi ha spinto a prendere subito in mano Il banco e iniziarne, vorace, la lettura. Un passo dove parla della generazione "che non ha niente da dire" e che sta, semplicemente. Né bene né male. Quella generazione che, in fondo, è anche la mia.

Non perdetevi le altre tappe del Somari Tour. Ne vale la pena.

postato da: Eliselle alle ore 11:42 | link | commenti (3)
categorie: il diario dei somari