martedì, 14 giugno 2005

TAqqUINO.03

Ore 10 all’incirca, di stamattina. Ma da ieri sera non si parla d’altro. Tanta campagna pubblicitaria allo scopo di sensibilizzare i cittadini rispetto al referendum popolare sulla procreazione assistita, e ora che i giochi sono fatti se ne discute molto più di prima, soltanto perché è andato male e tutti sono soddisfatti.

Ma sì, dai, conserviamola così com’è questa bella Italia impacchettata nella stagnola. Teniamola in cella frigorifera, in attesa di un inverno che ci costringa a scongelarla per poter mangiare “anche oggi”, come si dice alla maniera contadina che tanto dialoga ancora, con tutti noi.

Perché questo siamo rimasti: contadini nella mente. Magari lo fossimo anche negli usi e nei costumi. Saremmo pratici, di poche parole e svelti a decidere. Per un contadino esistono solo due tipi di stagioni: quelle buone e quelle cattive. Se il raccolto è sufficiente a vivere e ci si guadagna pure qualcosa sopra, allora la stagione è stata favorevole. Diversamente, in qualche modo si deve sopravvivere lo stesso. L’importante, alla fine, è che “abbiamo mangiato anche oggi”.

Le provviste finora mantenute in serbo contro tempi peggiori, una volta scongelate e cotte ho paura risultino secche, al palato, e chimicamente prive degli originari valori nutritivi. Il meglio, qualcuno lo ha fatto fuori a suo tempo, quando tutto era fresco, quanto agli avanzi nuovi lasciamo pure che ce li portino via da sotto al naso. Un popolo che decide per l’astensione dal voto, può con questo gesto rimarcare una posizione, ma solo in qualche raro caso – e comunque una scelta simile va mossa consapevolmente, in modo compatto, univoco. L’astensionismo dalle due giornate scorse di referendum denota invece tutt’altro tipo di situazione civile. Il popolo italiano non si rende neppure conto che determinare di proprio pugno l’approvazione di una particolare legge, è un privilegio – e i privilegi vanno mantenuti. Non sono lì perché è giusto che ci siano. Sono lì perché qualcuno ha lottato ed è morto sul campo per dare diritto all’Italia di avere una Costituzione, prima ancora che un governo – e ladro, poi, come quelli a cui ormai ci siamo assuefatti.

A scuola lo insegnano, questo? Insegnano a scuola che la Resistenza continua? Insegnano a scuola che un privilegio richiede sacrificio prima e dopo averlo ottenuto? Non saprei.

Io so che l’unico referendum in questi ultimi anni capace di raggiungere un quorum accettabile da parte di un popolo intero chiamato alle urne, è stato quello sulle pubblicità in televisione.

Bene. E allora meritiamo i falsi problemi che i politici sparano ai notiziari. Meritiamo di trovare interessante l’idea di un ritorno alla lira. Meritiamo un Capo del Governo che a Natale afferma di non essersi accorto del caro vita.

Meritiamo di non avere altri figli, se non quelli che in natura possiamo procreare. Almeno, siamo sicuri ci assomiglieranno. E tutto sarà sempre uguale.

Tranne quelle famose provviste nella cella, forse.

postato da: Mercadante alle ore 14:18 | link | commenti (6)
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